LA VIA DUSMET

La Via Cardinale Dusmet è la via adiacente a piazza Duomo, il nome della via deriva dal Cardinale Giuseppe Dusmet, figura di rilevanza del mondo ecclesiastico catanese.

Porta Uzeda

E’ possibile accedere a questa via dal giardino Pacini, da piazza dei Martiri e da piazza Duomo dopo aver varcato la Porta Uzeda, un arco rivestito di pietra nera dell’Etna e pietra bianca che inoltre collega il Museo Diocesano con il palazzo dei chierici.

fontana Sant’Agata

Posto in cima a questo arco è il busto di Sant’Agata realizzato in pietra bianca.

FONTANA DI SANT’AGATA

Nei pressi di Porta Uzeda, precisamente di fronte gli archi del viadotto ferroviario, si trova la fontana di Sant’Agata la seconda per ordine di antichità a Catania, quasi nascosta tra le mura di via Dusmet. I catanesi la chiamano semplicemente la Fontanella.

Secondo le tradizioni popolari la fontana venne costruita a ricordo del punto da cui era partito il corpo di sant’Agata quando fu trasportato, nel 1040 dal generale bizantino Giorgio Maniace, a Costantinopoli.

GLI ARCHI DELLA MARINA

Quello che certamente contraddistingue più di tutti la via Dusmet è la presenza del viadotto ferroviario costituito da 56 archi.

Comunemente chiamato gli Archi della Marina, venne edificato tra il 1861 ed il 1866 tra opposizioni e malumori, ed inaugurato in pompa magna nel giugno del 1866.

archi della marina

Se oggi è possibile trascorrere del tempo passeggiando sotto il viadotto, in passato questa zona era invece baciata dal mare e presentava un marciapiede delimitato da un robusto muraglione, dove alcuni tratti erano caratterizzati da gradini realizzati in pietra lavica a diretto contatto con l’acqua.

Questo tratto di mare era conosciuto come il Porticello Saraceno e rivestiva un importante ruolo nell’ambito dello scambio delle merci. Gli archi e i velieri rendevano questo luogo pittoresco e uno tra i più suggestivi della città etnea nei primi decenni del secolo scorso.

È intorno agli anni ’30 che, con l’arrivo di mezzi moderni, comincia a modificarsi l’aspetto del Porticello: quest’ultimo diventa sempre più piccolo e deserto, fino a raggiungere l’aspetto odierno.