GENERALI

Il Museo Diocesano si trova nell’ala est del seminario dei Chierici, proprio accanto al Duomo, e conserva la raccolta degli arredi liturgici della Diocesi catanese.

INTERNO

Gli oggetti e gli arredi mobili conservati al suo interno risalgono a diverse epoche storiche a partire dal 1300 e sono suddivisi per tipologia. Il museo conta 9 sale ed è suddiviso su quattro piani, oltre ad un ambiente a piano terra che contiene il fercolo di Sant’Agata in argento finemente cesellato, chiamato dai catanesi ‘a vara.

Nella prima sezione del museo, che si sviluppa tra il secondo piano e la cappella, vengono esposti gli arredi sacri della Cattedrale, dalla sua fondazione (nel 1096) al terremoto del 1693.

Tra il terzo e il quarto piano dell’edificio invece è esposta la seconda sezione del museo dedicata ai manufatti provenienti da altre chiese della Città e della Diocesi.

Tra i pezzi storicamente e culturalmente più importanti vi sono: lo spadino reliquiario del re Ludovico II d’Aragona, raro esempio dell’antica produzione orafa catanese; una lastra del XIV secolo attribuita al Maestro di Mileto e il famoso fercolo in argento di Sant’ Agata, che durante la festa trasporta per la città il simulacro della Santa.


All’ultimo piano troviamo infine la Terrazze Panoramiche che ci regalano un’indimenticabile e suggestiva veduta sulla Catania barocca e dell’Etna sullo sfondo di via Etnea

TERME ACHILLIANE

Adiacenti al museo diocesano, si trovano le Terme Achilliane alle quali passando da un corridoio ricavato tra le fondamenta della Cattedrale.

Al centro dell’ ambiente termale si trova una vasca originariamente rivestita in marmo, così come di marmo sono alcune lastre, in frammenti, che dovevano costituire la pavimentazione del vano.

La parte di edificio oggi visitabile è costituita da una sala centrale a pianta rettangolare con quattro pilastri su cui si impostano le volte.

STORIA

L’epoca di fondazione risale al IV secolo d.C. : l’esistenza dell’edificio sotto Costantino I è ipotizzata in base al reimpiego, all’interno della cattedrale di Sant’Agata, di un gruppo di capitelli del periodo che potrebbero provenire da questo edificio.

Nel 1088 l’area occupata dalle terme viene scelta dal vescovo Ansgerio per ricavarne la Cattedrale (completata ed inaugurata nel 1094) e il relativo monastero benedettino (in seguito sede della badia femminile di Sant’Agata).

Sepolti dai terremoti del 4 febbraio 1169 e dell’11 gennaio 1693, i resti di parte delle terme furono dapprima liberati dal Museo del Principe di Biscari e successivamente riportati nella loro attuale collocazione.

STRUTTURA

Parte delle Terme Achilliane

Poco si conosce delle reali dimensioni del grande complesso termale e quanto oggi è visitabile è appena una piccola porzione della sua estensione.

Infatti, a seguito di recenti scavi, sono state rinvenute tracce dell’impianto diverse rispetto a quanto noto, facendo ipotizzare che esso costituiva l’area oggi occupata dagli edifici compresi tra piazza Duomo, piazza Università e San Placido.