I VISITATORI E GEOLOGI DELL’ETNA

Tanti furono i personaggi che hanno lasciato un’impronta importante sul nostro vulcano: Wolfgang Sartorius von Waltershausen, importante geologo che realizzò quasi tutto il rilievo topografico del territorio etneo e la maggior parte delle analisi geologiche; Orazio Silvestri, geologo e vulcanologo italiano a cui sono intitolati i Monti Silvestri, possibili da visitare con la nostra escursione Etna Morning o Etna e Wine Tasting; Saro Ruspa (l’uomo che sfidò il Vulcano) nella terribile eruzione del 1991-92, ed infine Don Diego Pappalardo.

DON DIEGO PAPPALARDO

FOTO 1 : Ritratto di don Diego Pappalardo nell’oratorio Basilica di Pedara

Durante le eruzioni passate sono stati parecchi i tentativi riusciti e non, di rallentare, deviare o addirittura fermare una colata lavica.

Tra i tentativi riusciti in epoca storica recente ricordiamo quello del 1991.

Scopo dell’impresa fu quello di rallentare il corso della lava ostruendone il cammino e deviare il suo corso con l’utilizzo della dinamite.

Se al giorno d’oggi cercare di “ostacolare” il corso della natura può sembrare un’ardua impresa, nel XVIII secolo solo pensare di farlo era davvero impossibile.

Colui però che per primo tentò di deviare una colata lavica fu Don Diego Pappalardo di Pedara, Cappellano Conventuale nell’Ordine di Malta.

DON DIEGO E L’ERUZIONE DEL 1669

Durante l’eruzione del 1669, Don Diego Pappalardo radunò i suoi fedeli e si recò verso le bocche effusive, nel punto dove la lava fluida scorreva dentro una grotta lavica.

Fu qui che gli intrepidi collaboratori di Don Diego, coperti da pelli bagnate ed armati di mazze, pertiche e martelli, iniziarono a rompere gli argini della corrente lavica.

Praticarono una breccia da cui fuoriuscì la lava e fecero precipitare enormi macigni dentro il canale, così da indurre il trabocco del fluido. Il tutto con l’intento di deviare la colata incandescente che stava affluendo verso Catania. Tale deviazione avrebbe però portato il flusso lavico in direzione della città di Paternò.

Accadde allora che più di cinquecento abitanti di questa cittadina, armati di schioppi, spade e pistole si mossero verso i catanesi e li fecero fuggire a gambe levate, impedendo il loro ingegnoso intento.

Malgrado tale imprevedibile fallimento, resta il fatto che l’eruzione del 1669 viene ricordata come primo tentativo di deviazione di una colata lavica ad opera dell’uomo.

GLI INTERVENTI DI DON DIEGO

Don Diego viene ricordato dai suoi concittadini per tali ardimentose gesta e non solo.

A lui si deve anche l’opera di ricostruzione della sua cittadina dopo il disastroso terremoto del 1693 che rase al suolo il centro abitato.

Don Diego fu un uomo intraprendente che si distinse nel commercio del grano e della neve, nell’allevamento del bestiame e nell’imprenditoria edilizia e fu soprattutto un benefattore che si prodigò ad aiutare la povera gente. 

La sua sontuosa tomba si trova nella Matrice di Pedara, il suo paese natale, ed è possibile visitare il suo monumento funebre.

Foto 1 : https://it.wikipedia.org/wiki/Diego_Pappalardo