L’anfiteatro romano di Catania è strutturalmente il più grande e complesso degli anfiteatri siciliani.

Venne costruito probabilmente nel II secolo ai margini settentrionali della città antica e la zona in cui sorge era un tempo adibita a necropoli.

L’anfiteatro romano fa parte del Parco archeologico greco-romano di Catania.

LA STRUTTURA

Interno dell’anfiteatro con veduta sulla chiesa San Biagio


La struttura presentava una pianta di forma ellittica; l’arena misurava un diametro maggiore di 70 m ed uno minore di circa 50 m, e si è calcolato che poteva contenere all’incirca 15.000 spettatori seduti e quasi il doppio di spettatori in piedi.

Venne costruito con la pietra lavica dell’Etna ricoperta da marmi ed aveva trentadue ordini di posti.

Addossato alla vicina collina, ne era separato da un corridoio con grandi archi e volte che facevano da sostegno per le gradinate.

Era probabilmente prevista anche una copertura con grandi teli per il riparo dal forte sole o nel caso di pioggia.

Secondo una tradizione incerta e priva di riscontri sembra si svolgessero anche le naumachie, vere battaglie navali con navi e combattenti. Per la realizzazione di questo spettacolo, l’Anfiteatro veniva riempito d’acqua mediante l’antico acquedotto.

L’ ANFITEATRO OGGI

Anfiteatro Romano


Nel 1903, per volere del sindaco Giuseppe De Felice, furono iniziati i lavori per riportarne alla luce i resti. Il monumento “sotterraneo” è ben conservato e oggi visibile in una piccola sezione in piazza Stesicoro, una delle piazze centrali di Catania.